Le barriere architettoniche sono tra i principali ostacoli all’accessibilità negli edifici pubblici e privati. Si tratta di elementi fisici o strutturali che limitano la libertà di movimento, riducono l’autonomia personale e rendono gli spazi difficili, o impossibili, da utilizzare per una parte delle persone.
Non riguardano solo chi vive una disabilità motoria permanente. Le barriere architettoniche incidono anche sulla vita quotidiana di anziani, donne in gravidanza, bambini, persone con infortuni temporanei o semplicemente di chi, in un determinato momento, si trova a muoversi con più fatica del previsto.
Comprendere cosa sono le barriere architettoniche e come eliminarle è fondamentale non solo per rispettare le normative vigenti, ma soprattutto per costruire ambienti più giusti, inclusivi e sicuri, capaci di accogliere davvero tutti.
La normativa sulle barriere architettoniche
In Italia il tema delle barriere architettoniche è regolamentato in modo strutturato dalla fine degli anni Ottanta, attraverso una serie di leggi e decreti che rappresentano ancora oggi il riferimento principale per progettisti, costruttori, amministrazioni e cittadini.
Tra i provvedimenti più importanti troviamo:
- Legge n. 13/1989: Introduce le prime disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, con particolare attenzione alle abitazioni e ai condomini.
- Circolare ministeriale n. 1669/1989: Fornisce chiarimenti applicativi alla Legge 13/89, aiutando tecnici e amministrazioni a interpretare correttamente le nuove disposizioni.
- D.M. 236/1989: È il decreto attuativo della Legge 13 e rappresenta tuttora il riferimento tecnico principale. Definisce cosa si intende per barriera architettonica e stabilisce i parametri costruttivi per garantire accessibilità, visitabilità e adattabilità degli edifici.
- D.P.R. n. 503/1996: Estende l’attenzione agli spazi e ai servizi pubblici, imponendo regole precise per rendere fruibili anche gli edifici esistenti e vietando l’erogazione di contributi pubblici a opere non conformi.
- D.P.R. n. 380/2001 – Testo Unico dell’Edilizia: Raccoglie e organizza le disposizioni precedenti, dedicando interi capitoli all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e aperti al pubblico.
- Legge di Bilancio 2022 (n. 234/2021): Introduce una detrazione fiscale del 75% per gli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche, ripartita in cinque anni.
Il D.M. 236/1989, in particolare, fornisce la definizione ufficiale di barriere architettoniche, identificandole come:
- ostacoli fisici che riducono o impediscono la mobilità, in modo permanente o temporaneo;
- impedimenti che rendono difficile o non sicura la fruizione di spazi, attrezzature e servizi;
- mancanza di accorgimenti che permettano orientamento e riconoscibilità dei luoghi, soprattutto per persone non vedenti, ipovedenti o sorde.
Lo stesso decreto introduce tre concetti fondamentali che guidano ancora oggi la progettazione inclusiva:
- Accessibilità: possibilità di raggiungere e utilizzare un edificio e i suoi spazi in autonomia e sicurezza.
- Visitabilità: possibilità di accedere agli spazi comuni e ad almeno un servizio igienico per ogni unità immobiliare.
- Adattabilità: capacità degli ambienti di essere modificati nel tempo, con costi contenuti, per rispondere a esigenze future.
Il decreto stabilisce inoltre parametri tecnici precisi: larghezza minima delle porte, pendenza delle rampe, dimensioni degli ascensori, spazi di manovra per la carrozzina, requisiti dei servizi igienici accessibili.
Ogni nuova costruzione deve rispettare queste norme, mentre gli edifici esistenti devono adeguarsi in caso di ristrutturazioni.
Quali sono le barriere architettoniche?
Le barriere architettoniche non sono tutte uguali e spesso si presentano in forme apparentemente “minime”, ma con un forte impatto sulla vita quotidiana. Possono riguardare sia gli spazi interni che quelli esterni.
Tra le più comuni troviamo:
- Scale e gradini interni: rendono impossibile collegare piani diversi per chi utilizza una carrozzina o ha difficoltà motorie.
- Piccoli dislivelli: anche pochi centimetri all’ingresso di un bagno o tra una stanza e l’altra possono diventare un ostacolo serio.
- Marciapiedi e accessi pubblici non adeguati: troppo alti, stretti o privi di rampe, limitano il passaggio di carrozzine, passeggini e deambulatori.
- Pavimentazioni sconnesse o scivolose: aumentano il rischio di cadute, soprattutto per anziani e persone con ridotta stabilità.
- Porte strette o pesanti: ostacolano l’ingresso e rendono necessario l’aiuto di terzi.
- Ascensori assenti o non a norma: negli edifici multipiano escludono di fatto una parte delle persone.
- Corrimano mancanti o mal posizionati: rendono più difficile orientarsi e muoversi in sicurezza.
Soluzioni per abbattere le barriere architettoniche
Le soluzioni per il superamento delle barriere architettoniche sono numerose e variano in base al contesto: abitazioni private, condomini o spazi pubblici richiedono interventi diversi, ma con un obiettivo comune: garantire autonomia, sicurezza e libertà di movimento.
- Montascala. Il montascala è un impianto con poltroncina motorizzata che scorre lungo una guida fissata alla scala. È ideale per persone anziane o con difficoltà motorie e consente di superare i gradini in modo sicuro e confortevole. Può essere installato su scale dritte o curve con interventi poco invasivi.
- Servoscala. Il servoscala è dotato di una pedana progettata per accogliere persone in carrozzina. Permette di superare dislivelli anche importanti senza dover abbandonare l’ausilio, garantendo una reale autonomia. L’installazione è rapida e non richiede opere murarie complesse.
- Piattaforme elevatrici. Conosciute anche come mini ascensori, le piattaforme elevatrici collegano i diversi piani di un edificio in modo stabile e sicuro. Occupano spazi ridotti e non necessitano di un vano corsa murato. Sono una soluzione efficace e duratura per l’abbattimento delle barriere architettoniche in casa e negli edifici aperti al pubblico.
Le barriere architettoniche non sono solo ostacoli fisici, ma limiti concreti alla libertà, all’autonomia e ai diritti delle persone. Riconoscerle e superarle significa progettare spazi che funzionano meglio per tutti.